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A’ Scinnenza: i luoghi e la storia

“Scinnenza”,  dal dialetto siciliano “scinniri” cioè “scendere”, indica il momento della deposizione dalla croce del Cristo. Ed è dalla suggestione evocata dal più affascinante dei gruppi statuari della nostra Settimana Santa , la “vara” della “Scinnenza”, appunto, che si volle trarre spunto per dare il nome a un momento teatrale che voleva emozionare con la sua imponente drammaticità e al contempo con la profonda spiritualità che lo animava.
Già a partire dal 1780, si svolgevano nella nostra città, con il nome di misteri le rappresentazioni sacre di alcuni momenti della Passione di Cristo,  nei quattro venerdì di Quaresima,  a cura della Confraternita , “di la Bammina”, della SS. Bambina nell’ex Collegio Gesuitico.
Uno sguardo alle cronache del tempo ci consente di capire quale successo riscuotevano tali rappresentazioni:
“Nel 1840, in un teatro appositamente costruito nell’oratorio di S. Domenico, fu eseguito in Caltanissetta il Riscatto di Adamo (di F. Orioles, 1750) […] . Nel 1841, a causa di gravi disordini generati dall’immenso affollamento di popolo curioso, straordinariamente accresciuto dall’arrivo dei provinciali, si fu costretti a rafforzare di guardie militari la porta d’entrata dell’oratorio di San Domenico; [... ]L’opera si eseguì per molte sere di seguito; ma non così l’anno appresso. […] Per  l’irrompente calca si chiuse la seconda sera il teatro e furono sospese addirittura tali recite” (M. Alesso, , 1903). ” Era spettatore tutto il popolo del Comune o de’ Comuni vicini, e si era a volte costretti a stabilire delle recite pei paesani, e delle recite pei forestieri” (G.Pitrè, 1876).
Notizie certe sulle sacre rappresentazioni nella città di Caltanissetta si hanno ancora per gli anni 1848-1860: l’allora Vescovo della città mons. Antonio Stromillo, riporta la preghiera del canonico al suo superiore affinché riabbia l’autorizzazione a riabilitare le sacre rappresentazioni teatrali dei Venerdì di Quaresima .
Gli anni successivi vedono Caltanissetta protagonista di due eventi importanti: sono cacciati dalla città i Gesuiti e con loro tramonteranno le tradizioni nate nelle Confraternite, (tra cui quelle della ‘Bammina) ed è eletto Vescovo della città  mons. Giovanni Guttadauro.  Molto morigerato nei costumi, questi sospende nuovamente  le rappresentazioni teatrali e riordina l’intera successione delle manifestazioni durante la Settimana Santa.
Probabilmente fu a causa di questo insieme di circostanze che le sacre rappresentazioni cadono in una sorta di oblio per quasi un secolo.
A partire dal 1957, per iniziativa di un gruppo di giovani nisseni,  animati dal direttore dell’Istituto Salesiano don Vincenzo Scuderi, sacerdote missionario e  figura carismatica di rilievo, si riprese la tradizione che vedeva nel giorno del Venerdì Santo, dopo la processione del “Signore della Città”, la rappresentazione del “mortorio”, con testo dell’Orioles.
Nel  1961 le rappresentazioni cessarono a causa della partenza di don Vincenzo Scuderi.  Prima di questo evento il Mortorio diventava  ‘A Scinnenza.
Nel 1972 riprende la tradizione delle rappresentazioni che dal 1975 al 1998 saranno messe in scena non più il Venerdì ma  il Sabato Santo prevalentemente sulla Scalinata Lo Piano.
Nel 2001 l’Associazione Teatro della Parola (A.Te.Pa.) raccoglie l’eredità della precedente compagnia  nel portare avanti la tradizione della  Scinnenza con uno spirito nuovo. Negli anni i momenti della rappresentazione si  moltiplicano (l’Ultima Cena, Il Processo a Gesù, la Via Crucis, la Crocifissione, la Resurrezione) e si distribuiscono in tre giorni: il Lunedì , il Martedì Santo e la Domenica di Pasqua, completando così il già ricchissimo panorama delle manifestazioni della Settimana Santa a Caltanissetta.
Alla maggiore attenzione rivolta ai particolari scenici e all’approfondimento psicologico dei personaggi si affianca un percorso spirituale per gli attori. Certamente si inaugura una stagione nuova delle Sacre Rappresentazioni a Caltanissetta, che continuamente progrediscono in qualità e al contempo si aprono al nuovo mentre si arricchiscono di intensa spiritualità.
Dal 2013 la rappresentazione abbandona l’utilizzo del playback per passare alla recitazione dal vivo e  vengono riveduti i testi per renderli più fruibili dal pubblico.
Già nel 2014 l’Associazione Teatro della Parola entra a far parte del sodalizio nazionale di Europassione per l’Italia e aderisce al Progetto “Passioni di Cristo in Europa” per la tutela del Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO.
Nell’aprile del 2015 l’associazione è insignita del Premio “Michele Alesso” per l’impegno nella trasmissione delle tradizioni pasquali alle generazioni future e nel luglio dello stesso anno è accolta dalla grande famiglia di Europassion Europa “Passio Domini”.

 

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Guarda il trailer delle manifestazioni   https://www.youtube.com/watch?v=sCmobKNngCo