Montefoscoli-Italia MONTEFOSCOLI - PISA


Si svolge la sera del sabato vigilia della domenica delle Palme. Da quest’anno nel borgo di Peccioli, infrangendo la tradizione che voleva la rappresentazione sul colle di Montefoscoli, sempre in Alta Valdera in provincia di Pisa. Coinvolte tutte le strade e le piazze del centro storico che ben si presta alla messa in scena della Via Crucis. Un centinaio di attori e figuranti, la maggior parte di Montefoscoli - ma anche di altri centri della zona - sanno elargire emozioni al pubblico che spesso si mischia agli stessi protagonisti. E’ questa una delle caratteristiche salienti voluta dal regista: niente tribune e nessuna separazione tra chi “fa” la rappresentazione e chi vi assiste. L’inizio della rappresentazione è in periferia, contrappuntato da voci prive di entità che dai quattro punti cardinali (una scelta del regista per evidenziare l’universalità del messaggio evangelico) “gridano” alcune tra le frasi più significative dei vangeli. Segue un quadro con Giovanni Battista che anticipa l’attività pubblica di Gesù. Quindi: una sintesi estrema dei tre anni di predicazione di Cristo per le strade della Palestina con alcuni miracoli (toccante la guarigione del cieco), la chiamata uno a uno degli apostoli, le beatitudini e la felicità dei bambini nello stare vicino a Gesù. A questo punto l’ingresso in Gerusalemme (prima il borgo di Montefoscoli e da quest’anno quello di Peccioli) con l’unzione di Betania (inizio vero e proprio della settimana santa) nella casa della Maddalena, l’ultima cena, il tradimento nell’orto degli ulivi, il processo davanti a Caifa e al sinedrio che precede quello di fronte a Pilato; quindi la flagellazione, la consegna della croce, l’incontro con la madre e la salita verso il Golgota. Ecco l’incontro con l’uomo di Cirene e con le pie donne, la sofferenza dei due ladroni, della Madonna e del Cristo (interpretato da un giovane, Emanuele Calloni - che prima di questa occasione mai si era calato nei panni dell’attore - che con impressionante professionalità e partecipazione coinvolge tutti, anche per la sua naturale rassomiglianza fisica al Cristo, almeno stando all’iconografia classica) . La rappresentazione sceneggiata e diretta da Paolo Falconi non termina con la deposizione dalla croce e la sepoltura. Ma a una voce fuori campo vengono fatte pronunciare le parole dell’angelo all’alba del giorno di Pasqua con le quali si annuncia la resurrezione; poi, mentre un raggio di luce s’innalza nel cielo buio della notte, la promessa di Gesù (“Sarò con voi fino alla fine del mondo”) chiude Il peso della croce, facendo scattare gli applausi in chi ha assistito alla rappresentazione.

 

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IL PESO DELLA CROCE
Gruppo La Passione Misericordia Montefoscoli - Ass. Noi per voi Peccioli


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IL TERRITORIO

 

La produzione agroalimentare del territorio dell’Alta Valdera, come quello pisano in generale, contempla la maggior parte dei prodotti tipici della Toscana. Ma, per valorizzare questa ottantina di prodotti, la Provincia ha ideato il cesto pisano (www. cestopisano.it): carni, salumi, formaggi, pane, pasta, ortaggi e frutta. Ma soprattutto olio extravergine e vino. Qui si produce la doc Bianco san Torpè, il Chianti docg, il vinsanto. Vera particolarità è l’uva colombana di Peccioli, pregiatissima varietà da tavola che la leggenda vuole legata al passaggio del santo pellegrino san Colombano. Queste colline sono anche l’habitat naturale del prezioso tartufo bianco: quasi 200 quintali all’anno, un quarto della produzione nazionale. Il tutto in patrimonio verde che offre la possibilità di percorsi affascinanti e riposanti. Ne sanno qualcosa le centinaia di turisti (italiani e stranieri) che ogni anno vogliono conoscere questa terra soggiornando nelle tante strutture agrituristiche, approfittando anche della sua posizione strategica per raggiungere il mare e le città d’arte come Pisa, Volterra, San Gimignano, Siena e Firenze. Nelle sale del medievale palazzo pretorio di Peccioli (località che può vantare la bandiera arancione del Touring club) è allestito il Museo delle icone russe (www.museoicone.it), suddiviso in una sezione permanente e una temporanea in collaborazione con l’Hermitage di San Pietroburgo. A proposito di musei giova ricordare quello della civiltà contadina di Montefoscoli (www.museomontefoscoli.pisa.it), proprio nel frantoio e nella cantina della villa padronale dei Vaccà Berlinghieri. Visitabili parte degli ambienti della medesima villa per conoscere i ferri chirurgici d’inizio ottocento adoperati nell’università di Pisa. Nel vicino borgo di Capannoli, nella villa Baciocchi che fu di Elisa, sorella di Napoleone, il piano terra ospita il Museo zoologico e in un’altra ala il Centro di documentazione archeologica che rientra nei percorsi dell’alta e media Valdera , risultato delle campagne di scavi nella zona. A Peccioli esiste anche un Parco preistorico aperto tutto l’anno con dinosauri in scala naturale. E nel vicino borgo di Libbiano un osservatorio astronomico. Nel mese di luglio interessante manifestazione teatrale in piazza a Peccioli - “11 lune” - con la partecipazione di molti attori e la produzione di lavori teatrali a cura di Andrea Buscemi. Nel periodo natalizio, invece, “Fiabesque, una città nella città” con spettacoli teatrali, musicali e incontri con artisti di strada. Da oltre 35 anni la Corale Valdera tiene concerti di polifonia e fa conoscere in tutto il mondo la bellezza delle nostre note.

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LE TRADIZIONI

 

Alzando lo sguardo dalla provinciale che da Pontedera (città della Vespa) porta verso Volterra (città dell’alabastro e delle Balze) sembra un vecchio disteso sul canapé, a riposare le fatiche di secoli. Scollinando dal Senese, avendo sempre negli occhi le torri di San Gimignano, quell’altura sembra un contraltare di quei Monti per cui, per dirla col sommo Dante, “i Pisani veder Lucca non ponno”. Una gobba che rompe il verde della pianura prima che diventi calanchi rotti dall’usura del vento e del tempo. Montefoscoli è questo. I suoi 182 metri sul livello del mare lo fanno il primo vero colle della piana dell’Era percorrendo il fiume a ritroso. Proprio questa sua posizione venne ritenuta strategica quando gli insediamenti in collina significavano sicurezza. Di Montefoscoli si hanno notizie certe a partire da poco dopo il Mille, quando divenne, appunto, castello di basilare importanza per truppe e condottieri spediti in Etruria a collezionare possedimenti. E anche quando, più tardi, le lotte tra Fiorentini e Pisani si fecero acerrime, il castello di Montefoscoli riusciva comunque a garantire un presidio insormontabile. Da lì, come oggi del resto per altri motivi, si gode un panorama unico, immenso, imprendibile. Nel settecento il nobile casato Vaccà Berlinghieri ne fece sede della fattoria. Famiglia affezionata alle gesta dell’imperatore Napoleone di cui un appartenente fu anche valido tenente, il suo nome è legato al sorgere della facoltà di medicina e chirurgia dell’università di Pisa. Francesco e Andrea furono apprezzati chirurghi. Un tempio pagano in stile neoclassico (ancor oggi intatto), che nella forma ricorda il tempio di Agrippa a Roma, fu realizzato nel 1823 dal figlio Andrea a memoria del padre Francesco. Nella parrocchiale due preziose statue lignee, raffiguranti l’Annunciazione attribuite a Nino Pisano. Montefoscoli è anche il paese dove agli inizi del ventesimo secolo nacque Mario Filippeschi, tenore di altissimo livello vocale e teatrale: la sua attività lirica durerà fino al 1961 quando chiude definitivamente a Helsinki con “Rigoletto”, suo cavallo di battaglia per 25 anni. La “voce di velluto” si spegne la mattina di Natale del 1979. Il Comitato di promozione culturale di Montefoscoli lo ricorda ogni anno, nel secondo weekend di luglio, con un Festival lirico cui prendono parte giovani promesse del “bel canto”, italiane e straniere.

 

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