Oppido Lucano si trova nell’area nord orientale della Basilicata, che corrisponde ai territori dell’ “Alto Bradano”. Le origini di Oppido Lucano (dal latino Oppidum od Opinum – Città Fortificata), sono legate alla conquista normanna che ha portato un profondo mutamento di carattere religioso, e culturale alla luce del quale va interpretata la storia della regione dell’Alto Bradano e di Oppido Lucano in particolare. Già Francesco Giannone nelle sue “Memorie Storiche dell’antica terra di Oppido” collocava l’origine di questo centro abitato e del suo castello <
>, ossia al tempo dei Normanni. Tutto ciò dopo anni di buoio storico successivi alla fine dell’Impero Romano. Testimonianze di importanti insediamenti economici e commerciali di età romana sono i resti delle ville romane di “Masseria Ciccotti e S. Gilio”. L’area, ricca di emergenze archeologiche che coprono un arco cronologico compreso tra l’epoca preistorica e quella alto-medievale, si colloca sul confine tra la II (Apulia et Calabria) e la III regio (Lucania et Bruttii) augustea, nei territori degli attuali comuni di Oppido Lucano (PZ) e Tolve (PZ) che gravitano sull’alta valle del fiume Bradano, in una zona in cui dovevano situarsi le stazioni viarie definite dagli itinerari antichi ad Pinum e Ipnum. Di particolare interesse sono gli affreschi della chiesa rupestre di “Sant’Antuono”, raggiungibile dal centro abitato attraverso una antica mulattiera in pietra detta “Trecedd’”. Databili tra il XIII e il XIV sec d.C., il gruppo pittorico si compone di sedici scene e fa riferimento all’intero ciclo della vita di Cristo: Natività, Santa Infanzia, Passione e Morte. L’ambiente di cultura, da cui probabilmente derivano gli affreschi, è quello pirenaico-catalano e rappresentano un unicum tra gli affreschi rupestri ad oggi conosciuti. Inoltre, a 3 km dal centro abitato di Oppido, si trova, in località Castiglione, sul monte del Belvedere, Il santuario di Maria SS. del Belvedere (XIII-XIV sec.), al cui interno si trova una statua lignea della Vergine policroma del XIV sec. Poi il convento di Santa Maria di Gesù, detto di Sant’Antonio, che si trova a due passi dal centro abitato, che è stato fondato nel 1482. Al suo interno sono custodite importanti affreschi e quadri di Antonio Stabile e Girolamo Todisco. In particolare a quest’ultimo sono attribuite delle tempere murali del 1558, raffiguranti episodi tratti dal Vecchio Testamento e scene della vita di Gesù Cristo. Infine, la chiesa madre dei “SS. Pietro e Paolo”, risalente al XII sec.