CANTIANO

La Turba, sacra rappresentazione del Venerdì Santo, trae origine, anche se non direttamente, dai movimenti popolari di invocazione alla pace che si diffusero in terra di Marche ed Umbria intorno alla metà del sec. XIII, portati sulle strade e nelle piazze dalle genti più umili e in condizioni di miseria, sofferenti ed esauste delle continue lotte tra guelfi e ghibellini.

Oggi essa, innestando elementi teatrali di rara suggestione scenica sull’originaria processione di personaggi in costume, trasforma l’intero nucleo abitativo storico del paese in un’enorme scena all’aperto fondendo la ricostruzione scenografica con gli elementi architettonici ed orografici.

Quella che oggi vediamo non è più la stessa che per tanti secoli i cantianesi videro snodarsi lungo le vie del paese. La parola ha sostituito la mimica e la recitazione dei passi salienti del Vangelo rende più immediata la comprensione dei fatti narrati. Immutate sono, comunque,

le caratteristiche popolari delle origini che non si discostano gran che dalla tradizione dei misteri medievali. La sua validità come spettacolo popolare non si può disconoscere: originariamente destinata ad un pubblico locale la manifestazione si offre oggi ad una platea assai più vasta. Il rinnovamento più significativo, venutosi a formare negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale, ha trovato e trova sostegno morale e materiale nei cantianesi che offrono il loro sapere e saper fare consapevoli di dar vita ad un evento importante per la comunità intera e per quella che, come spettatrice, vi si aggrega vivendo un peculiare rapporto dinamico tra spettacolo e spettatore che raggiunge una perfetta articolazione oltre ad un ampio coinvolgimento.


Il centro storico di Cantiano, con i suoi palazzi gentilizi e la monumentale chiesa Collegiata (1631), ha l’aspetto di una nobile cittadina. Dell’antico mondo medievale e degli edifici gotici resta un suggestivo frammento, fortemente influenzato dall’architettura umbra, in un rione detto il “ghetto”, i cui caseggiati sono prospicienti l’attuale via Fiorucci. Lungo le facciate, senza soluzione di continuità, si aprono le porte dei palazzi. Numerose sono le porte dei fondaci, delle officine e delle botteghe, segno di vivacità commerciale, nonché le porte delle abitazioni e le cosiddette “porte del morto”. I piani superiori sono articolati dalla presenza di alcune eleganti loggette o da semplici finestre con archi ogivali. La via Fiorucci è ritenuta dal Lombardi “una testimonianza fondamentale dell’impianto abitativo del periodo gotico”. (www.comune.cantiano.pu.it). Per il nostro paese appenninico è inevitabile condividere esistenza e prospettiva con la “montagna” più o meno incombente, trarne sostentamento e lustro. La sorte è stata generosa con Cantiano assegnandogli una dote importante, il Monte Catria che tocca la quota di 1.701 m. la più alta dell’Appennino Pesarese, il Monte Catria, il “gibbo” di dantesca memoria e che, con il Monte Acuto e Tenetra, costituisce per le Marche una delle più importanti aree montane. Di grande interesse e valore sono le specie vegetali che crescono negli ambienti rocciosi, nei macereti e nei prati sassosi del Gruppo del Catria per le quali sono state distinte ben 11 aree floristiche protette della Regione Marche. Da Cantiano, è possibile accedere ai numerosi sentieri segnalati e rappresentati in una Carta escursionistica del Catria che vi condurranno in rilassanti passeggiate alla volta di rilievi e pascoli. La zona è generosa di acqua sorgiva e di rifugi dove sostare e liberare lo sguardo e lo spirito. Cantiano è una comunità di antiche tradizioni e ricca di tipicità sia nel campo religioso, culturale e del costume che in quello economico, l’allevamento del cavallo. Sono tradizioni che rappresentano un pezzo di storia ed identità di cui i Cantianesi vanno fieri, e che il sistema degli Enti locali ha costantemente tentato di valorizzare, ormai da molti anni, aggiungendo innovazione e progetto. Con questo spirito si è costruito il centro ippico di Chiaserna, ed i suoi servizi, con un maneggio coperto tra i più grandi del centro Italia; con questo spirito si è selezionata la nuova razza del “Cavallo del Catria”. Con questo spirito, da oltre 30 anni, si da luogo, a Chiaserna, durante il 2° fine settimana di Ottobre alla rassegna del Cavallo del Catria, nell’ambito di Cantiano Fiera Cavalli. Un evento che mette in mostra centinaia di esemplari che attrae, allevatori, appassionati, curiosi, famiglie ed insieme è fiera zootecnica, momento di svago, grande spettacolo, con al centro l’animale più nobile e bello con cui l’uomo abbia mai costruito un sodalizio millenario (www.cavallodelcatria.net).


Collocata nel cuore del centro storico di Cantiano “La Piazza del Gusto” è un’iniziativa di promozione dei prodotti enogastronomici umbri e marchigiani. Prodotto principe incontrastato è il Pane di Chiaserna, conosciuto ben oltre i confini della provincia per la sua qualità e per il suo tipo di produzione tradizionale. Il Pane di Chiaserna è abbinato ad una vasta gamma di prodotti umbri e marchigiani (olio, salumi, formaggi, legumi, vini, miele, etc.) testimoniando un territorio ricco di elementi di valore, di uno spiccato senso di accoglienza, di una volontà di favorire uno sviluppo equilibrato, attento all’ambiente ed alle sue risorse. La bontà di questo pane dal sapore leggermente acidulo è dovuta all’ utilizzo di acqua di sorgente che conferisce al prodotto caratteristiche peculiari di leggerezza e freschezza nel tempo.

Alle falde del Monte Catria, la panificazione costituisce una delle attività le più importanti dal punto di vista economico, sia per la vendita sul territorio, sia perché il “Pane di Chiaserna” viene puntualmente acquistato da tutti i visitatori della montagna. Il segreto, oltre all’eccezionale qualità dell’acqua del Monte Catria, risiede interamente nel rispetto della semplicità e della tradizione. Il “Pane di Chiaserna” infatti nasce come impasto acido (detto anche “madre”) e viene fatto fermentare in tutta calma. La totale assenza di additivi, conservanti e agenti miglioratori fanno il resto. Questo pane viene utilizzato particolarmente nella ristorazione e servito come base per crostini. È consigliato nelle diete ipocaloriche, in quanto è un alimento privo di sale e facilmente digeribile (www.piazzadelgusto.it).
La produzione e la qualità del tartufo è così rilevante che Cantiano non poteva sottrarsi a promuoverlo direttamente. Finora si è realizzata, con grande successo di pubblico, una sagra estiva legata soprattutto al tartufo di quella stagione. La Mostra Mercato del Tartufo Bianco Pregiato della Valle del Balbano di ottobre mira a valorizzare quello che tutti conoscono il “magnatum pico”. E farlo all’interno di un centro storico di grande fascino e di una piazza rinascimentale che pochi possono vantare (www.tartufobianco.eu).
Nella zona di Cantiano, il visciolo (Prunus cerasus, varietà austera) cresce spontaneo. All’inizio del novecento, due imprenditori misero in produzione l’Amarena di Cantiano, composta appunto di visciole conservate in sciroppo zuccherino, che ebbe così tanto successo da farsi conoscere in tutta l’Italia e diventare simbolo di raffinatezza gastronomica. Uno di questi produttori fu per anni fornitore ufficiale della Real Casa Savoia.

LA TURBA

Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo a Cantiano (PU)
Associazione Culturale TURBA® onlus
Piazza Luceoli – 61044 CANTIANO (PU)

www.laturbacantiano.it
Tel. 0721 789934 – laturba@comune.cantiano.pu.it