GRASSINA

Una tradizione popolare, documentata anche da notizie storiche, fa risalire la Rievocazione Storica di Grassina ai primi decenni del XVII secolo. Si trattava però di un rito esclusivamente religioso, che in quegli anni si rappresentava in molte parti dell’Europa centrale meridionale come pio atto di devoto ringraziamento per la liberazione dai flagelli della guerra e della peste nera. Con il passare del tempo, al sentimento mistico si è andato aggiungendo anche un elemento spettacolare di grande suggestione per gli eventi rappresentati, per le forti motivazioni psicologiche e per l’ambientazione in scenari naturali di raro fascino. Sospesa negli anni della guerra, la Rievocazione fu ripresa ed ancora arricchita nel 1950 e continuò fino al 1966, anno della disastrosa alluvione di Firenze. Dopo 17 anni un gruppo di volontari grassinesi ha riproposto la manifestazione con testi e adattamento musicale completamente nuovi, rispetto a prima dell’alluvione. La rappresentazione si compone di due elementi: il corteo storico al quale partecipano circa 600 figuranti in costume d’epoca che sfilano per le vie del paese e le scene della Vita e Passione di Gesù che si svolgono su una collina vicina. Lo spettacolo risultante è stato apprezzato e più volte applaudito anche da personaggi della cultura e dello spettacolo italiano che nel corso degli anni sono intervenuti come spettatori: si ricordano le positive valutazioni di Giorgio Albertazzi, Franco Zeffirelli, Carla Fracci, Beppe Menegatti, Giorgio Saviane, Mario Luzi, Bruno Bartoletti. Dall’edizione del 2001 il corteo ha inizio prima e alcuni figuranti, giunti sulla collina del Calvario, diventano attori delle scene. L’allestimento registico delle ultime edizioni, inoltre, prevede l’inserimento della danza e il balletto di Salomè alla corte di Erode, dove si decide della sorte di Giovanni Battista. I testi sono liberamente tratti dai Vangeli e la colonna sonora è presa dalla letteratura musicale classica, romantica e contemporanea.


A pochi chilometri a sud della città di Firenze, Grassina si trova sulla via per raggiungere il cuore del Chianti. Il Paese è posto in una delle valli più singolari che circondano Firenze: i dolci contorni delle colline fiorentine e gli splendidi paesaggi naturali fanno da sfondo ad una grande quantità di ville, borghi e case coloniche dalle quali spesso è possibile scorgere all’orizzonte i simboli di Firenze, quali la Cupola del Duomo, il Campanile di Giotto, la Torre del Palazzo Vecchio. Alcuni monumenti presenti sul territorio fanno spesso citare Grassina in diversi itinerari turistici nei dintorni di Firenze. L’oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, ad un chilometro dal Paese nella frazione di Ponte a Ema, risale al XIV secolo e fu affrescato da Spinello Aretino nel 1387 che vi raffigurò le “storie” della Santa. E’ esempio di chiesa gotica di eccezionale valore artistico. Numerose sono le pievi romaniche sparse nel territorio come quella di Santa Maria dell’Antella, San Pietro a Ripoli e San Donnino a Villamagna che conservano preziose opere di artisti famosi della fine del XIV secolo operanti anche nei dintorni della città di Firenze. Citiamo anche l’antico “Spedale del Bigallo”, costruito sulla vecchia Via Aretina. Fondata nella prima metà del ‘200, la struttura, oggi attrezzata per ricevere i turisti, ospitava e prestava assistenza ai pellegrini in viaggio verso Roma. Molte erano le famiglie nobili fiorentine che fino almeno dal Rinascimento possedevano ville e castelli nel territorio grassinese. In queste dimore vari pittori e scultori hanno lasciato testimonianza della loro arte, come la statua della Fata Morgana del Giambologna del 1573 (conservata attualmente a Londra) che abbelliva il “Ninfeo” della Villa il Riposo dei Vecchietti. Numerosi scavi archeologici rivelano la presenza di insediamenti etruschi e romani che fanno pensare ad una lontana origine del nome del Paese di Grassina.


Grassina, o più esattamente Tegolaia. E’ infatti a tale appellativo che fanno riferimento antiche testimonianze ufficiali, circa l’esistenza di un borgo lungo le rive dell’Ema, affluente sinistro dell’Arno. Fino a tempi relativamente recenti, il secolo passato, i due toponimi Tegolaia e Grassina, sono stati sempre tenuti accuratamente separati. Il primo, Tegolaia, in origine dava nome ad un territorio posto sulla riva destra dell’Ema sul quale si trovavano poche case e una chiesetta dedicata all’Arcangelo Michele. Grassina veniva riferito fin dall’antichità quasi esclusivamente al torrente omonimo e a qualche casa isolata sulle sue sponde. Si definì poi con quest’ultimo nome un borghetto cresciuto sulla sinistra del torrente alla confluenza del Grassina con l’Ema. Il piccolo popolo di artigiani e fornaciai a partire dalla metà dell’800 cominciò a ingrandirsi e a sfruttare le acque dei suoi torrenti. I ricchi ed i nobili fiorentini mandavano a Grassina la propria biancheria da lavare. Poi saranno i piemontesi durante il periodo di Firenze capitale a servirsi dei lavandai grassinesi, infine gli albergatori. Nasce così una delle caratteristiche immagini che hanno reso nota Grassina in moltissime immagini diffuse sul finire dell’Ottocento: le candide distese di lenzuoli ad asciugare al sole, spettacolo che si poteva ammirare fino a qualche decina di anni fa. Trovandosi praticamente nella zona del Chianti fiorentino, raggiungibile in pochi minuti passando fra l’altro dal bellissimo e famoso campo da golf del Circolo del Golf dell’Ugolino, a Grassina si possono trovare olio e vino di ottima qualità, provenienti dalle numerose aziende agricole vicine.

 

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