GUBBIO

LA PROCESSIONE DEL CRISTO MORTO

La sacra rappresentazione della “Processione del Cristo Morto” si svolge ogni anno, dalla fine del XVI secolo, muovendo all’imbrunire del venerdì santo dalla caratteristica chiesa di Santa Croce della Foce di proprietà e sede della omonima “confraternita”
Si tratta di una rappresentazione simbolica della Passione di Cristo secondo una tradizione che non ha mai conosciuto soste che consentiva di mostrare e far venerare l’immagine cinquecentesca del “Cristo Morto” a fedeli, conventi, monasteri, ospedali e luoghi di sofferenza .
Il corteo è aperto da confratelli vestiti di sacco che suonano le ‘battistrangole’ (strumenti che provocano un suono di ferraglia) ed altri che portano il teschio simboleggiante il Golgota, le grandi croci ed i simboli della Passione.
Poi sfilano i simulacri del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, pregevoli sculture lignee dell’artigianato locale. Dietro le due statue intonano le loro note i cantori del “Miserere”,  canto popolare tramandato per tradizione orale. Alla processione, che percorre le principali vie della città, partecipa in accorato silenzio e preghiera tutta la popolazione eugubina, durante il suo passaggio vengono accesi piccoli falò e grandi fuochi comunemente denominati “focaroni”.
La processione termina alla chiesa di San Domenico dove il Vescovo della diocesi di Gubbio reciterà una breve omelia al termine della quale le statue del Cristo Morto e della Vergine faranno il loro rientro alla chiesa di S.Croce della Foce.

LA “CONFRATERNITA E LA CHIESA DI S.CROCE DELLA FOCE”

Il documento più antico che attesta l’esistenza della confraternita è un atto 1474, ma la sua costituzione è sicuramente antecedente: nasce a Gubbio prendendo origine dalle Compagnie dei Disciplinati, che nelle varie realtà locali si integrarono con le Compagnie dei Laudesi, che rappresentavano nelle piazze i drammi sacri dei misteri liturgici, soprattutto la Passione di Cristo.
Oggi è l’unica Confraternita ancora attiva a Gubbio e al momento conta oltre 150 confratelli.
Lo scopo principale è quello riportato nell’attuale statuto:
“Le Confraternita ha come fine principale la vita cristiana dei confratelli, l’esercizio del culto pubblico e la promozione di opere di carità fraterna. I Confratelli della Venerabile Confraternita di S. Croce della Foce dovranno, inoltre, tutelare la Chiesa di S. Croce e salvaguardare ed incrementare il suo patrimonio liturgico; presenziare e favorire la massima partecipazione dei fedeli alla Processione del Cristo Morto; far continuare e tramandare la devota e pia esecuzione del tradizionale canto del “Miserere”; celebrare le ricorrenze delle feste della Madonna del Carmelo, della Esaltazione della S. Croce e solennizzare ogni altra funzione o cerimonia che avrà luogo nella chiesa della Confraternita.”
La chiesa di S.Croce della Foce è un edificio di notevole interesse storico che nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche; l’origine è databile intorno al XII sec. ma l’attuale sistemazione è databile intorno al XVI sec.
Notevoli le opere presenti all’interno del sacro edificio, fra tutte, lo stupendo soffitto a cassettoni della navata centrale, fatto di quadri che contengono tutta la simbologia della passione di Cristo.
La chiesa conta un altare centrale di ottima fattura e sei altari posti ai lati della navata centrale che danno risalto a tele di ottima fattura e a due stendardi processionali: tutti questi arredi sono stati nel tempo restaurati dalla Confraternita che cura e gestisce l’edificio di culto.
L’edicola posta dietro l’altare maggiore, di epoca settecentesca, da risalto alle statue del Cristo Morto (XVI sec.) e della Vergine Addolorata (XVIII sec.) che deposte durante la settimana santa vengono portate dai fedeli per le vie della città nella suggestiva “Processione del Cristo Morto”.

Confraternita di S.Croce della Foce
Via Stradicciola di S.Croce, 8 – 06024   GUBBIO (PG)

 

www.santacrocegubbio.itconfraternitasantacroce@virgilio.it
canale Youtube:   https://www.youtube.com/channel/UCkYi_fEmmiCGc-2ScthkXbQ

 

Contatti:

Parrocchia di San Martino – Gubbio (PG)
Telefono +39 075 9273710 (giorni feriali ore pomeridiane)

Processione del Cristo Morto:
Gubbio – Chiesa di S.Croce della Foce – Venerdì Santo ore 19:00

Partecipazione ed ingresso gratuito


GUBBIO E LE TRADIZIONI

FESTA DEI CERI

Si svolge ogni anno nella giornata del 15 Maggio, alla vigilia della festa del patrono Sant’Ubaldo.

I Ceri sono tre alti e pesanti manufatti lignei, del peso di circa 3 quintali ciascuno, sormontati rispettivamente dalle statue di Sant’ Ubaldo (protettore dei Muratori), di San Giorgio (protettore dei Merciai) e di Sant’ Antonio Abate (protettore degli Asinari e dei Contadini). Essi vengono fissati su barelle con le quali i ceraioli li portano a spalla e di corsa per le vie della città fino alla Basilica di Sant’Ubaldo, in vetta al monte Ingino. Un suggestivo cerimoniale precede la corsa.

In Piazza Grande, a mezzogiorno, ha luogo la spettacolare ‘alzata’ dei Ceri; subito dopo essi compiono tre vertiginosi giri della piazza e poi si dividono per effettuare la ‘mostra’ per le vie della città. Vengono poi deposti in via Savelli, dove rimangono fino al momento della corsa. Dal Duomo esce, nel pomeriggio, la processione con la statua di Sant’Ubaldo, che arriva fino in cima a via Dante, ove il Vescovo benedice i Ceri che iniziano così la loro frenetica corsa. Dopo aver percorso le principali vie della città, essi tornano in Piazza Grande e compiono altre tre ‘birate’, portandosi quindi alla Porta dell’Angelo (detta di Sant’Ubaldo) per iniziare l’ascesa al Monte Ingino.

I Ceri vengono deposti nella Basilica di Sant’Ubaldo, mentre le statue dei Santi sono riportate in città tra canti e fiaccolate. La festa è forse riconducibile ad antichi riti pagani ma solo il suo carattere cristiano e celebrativo in onore di Sant’Ubaldo è storicamente provato per via documentaria.

 PALIO DELLA BALESTRA

Si svolge a Gubbio, in onore del patrono S.Ubaldo, l’ultima domenica del mese di maggio. Si tratta di  una tradizionale competizione con l’antica balestra da postazione. I Balestrieri di Gubbio e quelli di Sansepolcro,  indossano i caratteristici costumi d’epoca e si danno appuntamento ogni anno nell’eccezionale scenario di Piazza Grande. La competizione consiste nel centrare il “tasso”, un bersaglio posto a 36 metri di distanza e il balestriere che riesce a colpire il punto più vicino al centro del bersaglio riceve come premio il Palio, un pregevole stendardo realizzato ogni anno da un noto artista. Durante la manifestazione si assiste all’esibizione virtuosistica e spettacolare degli Sbandieratori. Al termine della manifestazione un corteo storico si snoda per le vie della città. Il Palio della Balestra viene ripetuto la seconda domenica di settembre a Sansepolcro.

SBANDIERATORI DI GUBBIO

L’arte del gioco della bandiera è conosciuta in Gubbio fin dal medioevo; alcuni documenti storici, contenuti nell’archivio comunale, testimoniano la presenza degli Sbandieratori già in quell’epoca.

L’attuale Gruppo Sbandieratori costituito nel 1969  è diventano nel 1999  una società a sé stante, con proprio statuto e riconoscimento legale come ONLUS .

Durante i primi 40 anni della loro storia moderna gli Sbandieratori di Gubbio hanno eseguito oltre 1600 manifestazioni in tutto il mondo, visitando oltre 40 nazioni, rivelandosi un eccezionale strumento di  promozione turistica per Gubbio e rinsaldando i legami con le comunità italiane di emigrati ed eugubine in particolare.

ALBERO DI NATALE PIÙ GRANDE DEL MONDO

Dal 1981 un gruppo di volontari realizza in occasione del periodo Natalizio l’Albero di Natale più Grande del mondo sulle selvagge pendici del monte Ingino alle spalle della città di Gubbio. Sono 220 le luci per disegnare l’albero, 200 per la stella e  8.500 i  metri di cavi elettrici utilizzati per fare i collegamenti. L’Albero, che misura 450 di base per 750 metri di altezza, non lascia mai indifferenti ma riesce sempre ad emozionare e far riemergere quelle sensazioni che a volte la quotidianità ha annebbiato: stupore, meraviglia, entusiasmo, tutte sensazioni che portano a sentirci più vicini, a stare insieme con maggiore comprensione, condivisione, tolleranza, fratellanza.

LA VIA DEL PRESEPE NEL QUARTIERE DI SAN MARTINO

Il tradizionale Presepe a grandezza naturale è gratuitamente visitabile dalla festa della Immacolata fino alla festa dell’Epifania. L’allestimento del presepe si snoda lungo alcuni vicoli dello storico quartiere di San Martino, facendo propri i numerosi elementi architettonici della medioevale città di Gubbio: archi, nicchie, fondaci, portoni e piazzette diventano per incanto ambientazioni suggessive, un “Presepe nel Presepe”. L’idea, nata spontaneamente per iniziativa di un gruppo ristretto di famiglie, nel tempo è riuscita a coinvolgere un numero crescente di persone, soprattutto giovani.

Fantasia e competenza riescono a dare vita a personaggi calati nelle scene di vita quotidiana dei mestieri e delle arti della Gubbio antica, che sembrano vivere insieme agli abitanti del luogo.


GUBBIO E IL SUO TERRITORIO

Gubbio (Iguvium o Eugubium in Latino) è un comune italiano di circa 32.000 abitanti della provincia di Perugia, in Umbria. La superficie del territorio comunale è la più vasta della regione e la settima in Italia; il territorio comunale è prevalentemente montuoso e collinare. La città è posizionata alle falde del monte Ingino ed è attraversata dai torrenti Camignano e Cavarello.

Le prime forme di insediamento nel territorio eugubino sono da collocarsi già nel paleolitico nell’età del bronzo un abitato si sviluppò per più secoli sul soprastante monte Ingino.

Testimonianze del periodo umbro sono le Tavole eugubine, scoperte intorno metà del XV secolo ed acquistate dal comune nel 1456, costituite da sette tavole in bronzo, in parte redatte in alfabeto umbro ed in parte in alfabeto latino, ma sempre in lingua umbra, ora custodite presso il museo civico del Palazzo dei Consoli.

La città di Gubbio è strettamente legata alla storia di san Francesco, in particolar modo ad un evento della sua vita citato nel XXI capitolo dei Fioretti di San Francesco, cioè l’incontro con il Lupo avvenuto nei pressi della chiesa di Santa Maria della Vittoria, detta della Vittorina.

Il medioevale centro storico di Gubbio è integro ed interamente vissuto dalla sua popolazione, numerosi sono i monumenti con una notevole attrazione storica e turistica, dal Palazzo dei Consoli del XIV sec. alla Piazza della Signoria, detta comunemente “piazza grande di Gubbio”.

Il palazzo Ducale costruito per ordine di Federico da Montefeltro nel 1470 si trova nei pressi dello stupendo Duomo, mentre nel quartiere di san Martino sorge il palazzo del Capitano del Popolo (XIII sec.) e poco lontano il palazzo del “Bargello” davanti l’omonima fontana è definita la “fontana dei matti” in onore del proprio popolo eugubino: imprevedibile ed ironico, che riesce ad esprimere nelle proprie tradizioni, il massimo della pazzia e della goliardia.

Appena fuori le mura cittadine troviamo il Teatro Romano, risalente al I sec. a.C. mentre a nord della Chiesa di Santa Croce della Foce è situata la “gola del Bottaccione” diventata un sito scientifico di rilevanza mondiale dopo che, negli anni ’70, il geologo statunitense Walter Alvarez che un sottile strato di roccia privo di qualsiasi forma di vita, presentava una concentrazione trenta volte superiore al normale di iridio; i seguenti studi del 1979 indussero gli studiosi americani a formulare l’ipotesi che una enorme meteorite, 65 milioni di anni fa, doveva aver colpito la terra causando la grande estinzione di dinosauri.