OPPIDO LUCANO

La Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo di Oppido Lucano detta “Preggessione de lu Viénnaredì Sande”, si pone come manifestazione storica che caratterizza da tempo la tradizione locale. Si ha documentazione fotografica dell’evento risalente agli anni ’30 del secolo scorso, ma probabilmente la “Preggessione…” è inseribile in una tradizione rievocativa della Passione di Cristo ben più antica e che si lega ad altre rievocazioni che caratterizzano il territorio del “Vulture – Alto Bradano”. Fino al 1964 la “Preggessione”, è stata organizzata e realizzata dalla locale Azione Cattolica. Poi, dal 1979 questa tradizione è stata ripresa dall’associazione culturale “Gruppo Recupero Tradizioni Locali”, che ha rinunciato nella rievocazione alle figure “pagane”, per realizzare una sacra rappresentazione quanto più fedele ai Vangeli. Si è dato dunque maggiore rilievo all’aspetto drammatico della vicenda attraverso la realizzazione di un copione che ben si presta ad una recitazione da parte di attori dilettanti diretta ed emozionante, accompagnata dall’enfasi di brani musicali appositamente scelti per ogni scena. La manifestazione ha inizio con una affollato e gioioso “Ingresso a Gerusalemme”, per poi continuare con le altre scene nella piazza principale del paese, ed ha il suo culmine con la “Crocefissione” preceduta da una “Via Crucis” che si snoda attraverso le vie del centro storico


Oppido Lucano si trova nell’area nord orientale della Basilicata, che corrisponde ai territori dell’ “Alto Bradano”. Le origini di Oppido Lucano (dal latino Oppidum od Opinum – Città Fortificata), sono legate alla conquista normanna che ha portato un profondo mutamento di carattere religioso, e culturale alla luce del quale va interpretata la storia della regione dell’Alto Bradano e di Oppido Lucano in particolare. Già Francesco Giannone nelle sue “Memorie Storiche dell’antica terra di Oppido” collocava l’origine di questo centro abitato e del suo castello < >, ossia al tempo dei Normanni. Tutto ciò dopo anni di buoio storico successivi alla fine dell’Impero Romano. Testimonianze di importanti insediamenti economici e commerciali di età romana sono i resti delle ville romane di “Masseria Ciccotti e S. Gilio”. L’area, ricca di emergenze archeologiche che coprono un arco cronologico compreso tra l’epoca preistorica e quella alto-medievale, si colloca sul confine tra la II (Apulia et Calabria) e la III regio (Lucania et Bruttii) augustea, nei territori degli attuali comuni di Oppido Lucano (PZ) e Tolve (PZ) che gravitano sull’alta valle del fiume Bradano, in una zona in cui dovevano situarsi le stazioni viarie definite dagli itinerari antichi ad Pinum e Ipnum. Di particolare interesse sono gli affreschi della chiesa rupestre di “Sant’Antuono”, raggiungibile dal centro abitato attraverso una antica mulattiera in pietra detta “Trecedd’”. Databili tra il XIII e il XIV sec d.C., il gruppo pittorico si compone di sedici scene e fa riferimento all’intero ciclo della vita di Cristo: Natività, Santa Infanzia, Passione e Morte. L’ambiente di cultura, da cui probabilmente derivano gli affreschi, è quello pirenaico-catalano e rappresentano un unicum tra gli affreschi rupestri ad oggi conosciuti. Inoltre, a 3 km dal centro abitato di Oppido, si trova, in località Castiglione, sul monte del Belvedere, Il santuario di Maria SS. del Belvedere (XIII-XIV sec.), al cui interno si trova una statua lignea della Vergine policroma del XIV sec. Poi il convento di Santa Maria di Gesù, detto di Sant’Antonio, che si trova a due passi dal centro abitato, che è stato fondato nel 1482. Al suo interno sono custodite importanti affreschi e quadri di Antonio Stabile e Girolamo Todisco. In particolare a quest’ultimo sono attribuite delle tempere murali del 1558, raffiguranti episodi tratti dal Vecchio Testamento e scene della vita di Gesù Cristo. Infine, la chiesa madre dei “SS. Pietro e Paolo”, risalente al XII sec.


Oppido Lucano è un piccolo ed accogliente paese di circa 4000 abitanti situato ad una altitudine di 670 mt sul livello del mare, e che si affaccia sull’alta valle del fiume Bradano. E’ ubicato in un’area, che si pone a metà strada tra la pianeggiante Puglia e la montuosa Basilicata, che offre alla agricoltura terreni fertili per la coltivazione del grano, dell’uva e degli ulivi. Perciò l’economia trainante della comunità oppidana è proprio l’agricoltura, basata in primis sulla coltivazione del grano, da cui si ricava dell’ottima materia prima per la realizzazione di pane e pasta fresca. Per valorizzare questa ricchezza nel periodo di agosto si svolge una rinomata sagra della “pasta fresca”, in cui è possibile degustare piatti tipici della tradizione in cui l’ingrediente principe è la pasta accompagnata da molteplici condimenti (letratte e fasule, pasta e cime, pasta e cicere…). Nella tradizione culinaria, inoltre, bisogna ricordare gli ottimi salumi che ivi vengono prodotti, oltre ad olio e vino di ottima qualità. Tra i dolci tradizionali merita una citazione particolare “lu cauzone”, tipico dolce della Pasqua fatto di ricotta.Le feste tipiche che caratterizzano da secoli la comunità di Oppido Lucano sono quelle religiose dedicate alla “Madonna del Belvedere” (maggio) ed al santo patrono ossia “Sant’Antonio da Padova” (13 giugno). Fra devozione e passione teatrale si colloca la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo, realizzata Gruppo Recupero Tradizioni Locali.