ORIA

La Sede Episcopale di Oria, con la sua antica tradizione cristiana, che parte dai tempi della Evangelizzazione Apostolica sino alla Dominazione Borbonica, ha avuto alterne vicende: dalla dominazione dei Goti al fulgido episcopato del Vescovo Teodosio, dall’uccisione del Vescovo-Martire Andrea da parte del protospatario Porfirio nel 979, al tempo della ricostruzione di Oria da parte dei Bizantini, alla lunga lite con la Diocesi di Brindisi e la conseguente separazione, come ultimo atto di una convivenza dolorosa fatta di antiche rivalità, avvenuta il 10 maggio 1591. Tra le sue mura, nel corso della sua storia millenaria, Oria accolse anacoreti e monaci orientali, santi e beati tra cui il Santo Patrono della città: San Barsanofio. Anche Francesco d’Assisi di ritorno dall’Oriente,si fermò ad Oria ove ricevette un terreno su cui fondò un convento attiguo al tempio, già esistente,dedicato a S. Maria di Costantinopoli. Nella maestosa Basilica Cattedrale dedicata all’Assunta(sec. XVIII) sono custodite numerose reliquie oltre a numerose tele settecentesche di cui trenta tele raffiguranti vari episodi della Passione. Un tributo alla sua storia millenaria e alle sue tradizioni è costituito da vari appuntamenti religiosi che ogni anno si ripetono tra la pietà e la devozione popolare. Uno di questi è la sacra rappresentazione storico-religiosa “La Passione nel Borgo Antico di Oria”, figlia dell’antica tradizione religiosa di cui gode Oria. La rappresentazione della “Passione” ha avuto origine in Oria,con alterne vicende, intorno agli anni ’50-’60 ed è stata rappresentata da varie Associazioni. Mentre a partire dal 1995, al fine di non far scomparire una tradizione oramai radicata nel territorio, la Passione viene rappresentata nel centro storico di Oria, dall’Ass. Gruppo di Promozione Umana. La sacra rappresentazione organizzata e diretta dallo stesso Gruppo, si tiene la Domenica delle Palme ed è diventata, oramai, un appuntamento insostituibile che fa da preludio ai Riti rievocativi della Settimana Santa. La drammatizzazione ripercorre le fasi salienti della Passione di Cristo,dalla preparazione della Cena Pasquale sino alla suggestiva scena della deposizione di Gesù nel sepolcro. La rappresentazione si svolge in quattro scene nel centro storico – Parco Montalbano,Piazza Cattedrale,Piazza Manfredi e Colle Iris – che ben si prestano per le scenografie concepite in modo da offrire al pubblico la possibilità, mentre segue la rievocazione religiosa, di ammirare i vari monumenti “incastonati” nel caratteristico borgo medievale. I colori delle luci, gli effetti sonori, le musiche, i costumi, la scenografia e la drammatizzazione si fondono e si intrecciano nei caratteristici luoghi del centro storico, divenuti per l’occasione palcoscenico naturale. Oltre duecento personaggi prendono parte alla rievocazione, dove si possono ammirare i caratteristici costumi e gli allestimenti scenografici riprodotti fedelmente, a seguito di uno studio particolare sugli usi e costumi nella Palestina ai tempi di Gesù. Il testo è stato scritto da una equipe del gruppo, a seguito di ricerche e studi su testi della tradizione religiosa locale.


Sulle ultime propagini delle Murge si trova Oria a 166 m. s.l.m. tra le province di Brindisi e Taranto. Secondo le antiche tradizioni tramandate da Erodoto d’Alicarnasso e da Stradone, Oria fu fondata dai Cretesi di Minos che a seguito di una tempesta erano stati sbattuti sulle coste ioniche fondando, all’interno, Hyrìa intorno al 1200 a.C. Nel corso dei secoli ebbe diversi nomi come Orra,Uria, Ureto ed infine Oria. Fù capitale della Messapia e nel 275 a.C. fu conquistata dai Romani che la dichiararono Municipio Romano(90 a.C.). Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente fu sottomessa ai Greci,ai Longobardi,ai Bizantini e subì assedi e saccheggi da parte dei Saraceni. Divenne tra il IX e X sec. una fiorente Colonia Ebraica. Nel 977 fu conquistata dai Normanni e successivamente dagli Svevi. Tra il 1225-1233, l’Imperatore Federico II fece edificare nella zona più alta della città l’imponente castello dichiarando Oria, città demaniale. A Federico II successe Manfredi che represse nel sangue la ribellione agli svevi ove pagò con la vita l’eroico Tommaso d’Oria. Dopo gli Svevi, Oria passo sotto la dominazione degli Angioini e degli Spagnoli. Il feudo di Oria, divenuto Marchesato, fu venduto da S.Carlo Borromeo per quarantamila ducati. Nel 1575 il marchesato di Oria fu acquistato dagli Imperiali di Genova che lo tennero sino al 1789, quindi passo sotto i Borboni. Nel sec. XIX Oria perse la sua importanza e molti monumenti caddero in rovina anche se fù sempre meta di scrittori,artisti E uomini di cultura. Durante il Risorgimento, l’idea dell’unità d’Italia coinvolse l’intera città, mentre durante la II guerra mondiale, Oria venne occupata dai tedeschi e successivamente liberata dalle truppe alleate.Numerosi sono i monumenti che si possono ammirare nel caratteristico borgo medievale tra le quali il Castello Svevo,la Basilica Cattedrale,il centro di documentazione messapica,le varie Chiese,il Museo Diocesano,il Santuario di S.Cosimo alla Macchia con annesso il Giardino Zoologico.


Oria, con la sua storia millenaria, ha offerto numerosi motivi e occasioni per la nascita di riti, usanze e manifestazioni, basate sugli avvenimenti civili e religiosi di cui è stata protagonista. La prima tradizione è legata ai riti pasquali, infatti già dal primo giovedì di marzo si celebra il rito denominato “scenni Cristu” ove il baldacchino con il simulacro di Gesù morto viene portato a spalla dalla Chiesa di S.Benedetto alla Basilica Cattedrale accompagnato dal suono stridulo di trenuli e trancasci. Molto suggestiva è la processione notturna del Venedì santo denominata “ dei Misteri e dell’Addolorata” organizzata dall’Arciconfraternita della Morte. Accompagnata dallo squillo di tromba e rullio di tamburo fa sosta in Piazza Manfredi ove il Vescovo intona insieme al clero il “Miserere” per poi percorrere le vie principali del paese in un silenzio assoluto. In attesa della resurrezione forni e pasticcerie preparano i dolci pasquali: “lu picurieddu” agnello di pasta di mandorla,“li scarpetti” a forma tonda di pan di spagna ricoperta di glassa, “li frisi e la puddica cu l’ovu” pasta di pane con l’uovo dentro. A primavera inoltrata ricorre una grande tradizione della Chiesa oritana: quella delle Perdonanze. Il quinto giovedì dopo Pasqua ricorre la “Perdonanza di S.Cosimo”. La vigilia ha luogo la “Processione dei malati” ove le statue dei SS. Medici vengono portate a visitare le case degli ammalati mentre il giorno della festa ,detta “di gloria”, è molto più solenne e suggestiva ove vengono portati in processione le reliquie, le staute dei cinque Fratelli e il patrono di Oria, S.Barsanofio tra le vie artisticamente illuminate. Nella seconda settimana di Agosto ,Oria rivive uno degli avvenimenti più importanti: “Il Corteo Storico di Federico II e Torneo dei Rioni”. La rievocazione storica trae origine dal bando che l’Imperatore volle emanare nel 1225 durante la sua permanenza nel castello di Oria mentre attendeva Isabella di Brienne,sua sposa. Egli volle bandire “un Torneamento” tra i quattro rioni cittadini,Castello,Lama,Giudea e S.Basilio.Partecipano oltre seicento personaggi in costume che sfilano per le vie della città addobbate per l’occasione con vessilli e bandiere colorate.

 

Ass. GRUPPO DI PROMOZIONE UMANA

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