POVE DI GRAPPA

Le Feste Quinquennali in onore del Divin Crocifisso di Pove del Grappa, si tengono ogni lustro, negli anni “zero” e “cinque”, nelle prime tre domeniche di settembre, attorno alla festa dell’”Esaltazione della Croce” che cade il 14 del mese. Il fulcro della manifestazione è rappresentato da una processione storicoreligiosa con 650 personaggi biblici in costumi raffinati, studiati nei minimi particolari e confezionati dalle sarte del paese. Lungo le strade del paese viene rappresentata tutta la Bibbia, Antico e Nuovo Testamento dalla creazione, con la promessa del Salvatore, fino alla Passione di Cristo. La terza domenica di settembre, in notturna, vengono invece rappresentati in uno straordinario palcoscenico naturale, gli atti finali della vita di Gesù, con la crocifissione, morte e risurrezione, con effetti scenici, sonori e luminosi imponenti. Attorno a questa importante scenografia, si svolgono manifestazioni culturali, mostre di pittura, scultura, fotografia, artigianato, quadri biblici viventi nei cortili delle contrade, concerti, teatro, conferenze, mentre il paese è interamente addobbato con archi trionfali di valore artistico e impreziosito di luminarie. Si venera un miracoloso crocifisso ligneo di arte gotica, probabilmente di origine austriaca o boema, la cui fattura risale attorno al 1475 , sembra ad opera di un pellegrino austriaco diretto a Roma. La crocifissione a tre chiodi, di dimensioni contenute (132x110cm) ad indicarne l’origine devozionale piuttosto che monumentale, si presenta come opera di profonda sapienza d’intaglio: il corpo a tutto tondo è eretto sulla croce, sostenuto dalle braccia poste obliquamente, ma senza flessioni o cedimenti e raccordate tramite muscoli netti, tesi e nervosi ad un torace anch’esso netto nelle linee. A partire dal 1795 , con l’arrivo sul territorio prima degli austriaci e poi dei francesi, Pove comincia il suo calvario: la sua comunità e la sua gente vengono assoggettate per mesi ed anni a continui saccheggi e ruberie che sarebbero durate con qualche tregua sino al 1813. Nel 1797 è conservato nel Libro Giornale del Comune di Pove l’indicazione di “far nettar le strade… per la processione del Cristo”. In un preciso momento di crisi i Povesi dunque riprendono in spalla il loro crocifisso e si mettono in cammino con Lui… La processione alla fine del Settecento non ha ancora assunto l’aspetto esterno della sacra rappresentazione, né è ancora divenuta quinquennale come lo diventerà più tardi a partire dal 1815. La prima menzione storica di una festività povese in onore del Crocifisso, destinata a ripetersi ogni quinquennio, cade nel 1832. L’occasione è offerta da una visita pastorale del vescovo diocesano. Nella ricorrenza festiva del 1885, infine, i Povesi avrebbero cominciato ad affiancare alla tradizionale processione per le vie del paese una specie di dramma e rappresentazione sacra. Nel 1910 le Feste Quinquennali in Onore del Divin Crocifisso hanno assunto agli occhi di molti una grande risonanza impegnando anche la presenza del vescovo della diocesi. Dopo l’intervallo della Prima Guerra Mondiale nel 1915, le feste del Cristo riprendono con maggiore entusiasmo e fervore. Il grande avvenimento preparato per il 1920 torna a richiamare intorno alla venerata immagine “un immenso concorso di popolo”, assetato di pace e di riconciliazione. In questa occasione si parla di 69 personaggi L’attenzione della folla, in questa prima Festa del dopoguerra, sembra rivolta oltre che ai soliti festoni e archi trionfali anche alla novità dell’illuminazione elettrica della chiesa parrocchiale. Nel 1930 i personaggi sono triplicati e con il passare dei lustri, accanto ai segni della tradizione religiosa, si affiancano altri segni e tradizioni non meno interessanti e folcloristiche, come la pesca di beneficenza ed i concerti bandistici.


All’origine del nome Pove pare ci sia il latino populus, ossia pioppo, una pianta molto diffusa nella rigogliosa vegetazione che ricopriva un tempo la zona. Il paese di Pove del Grappa è posto alle estreme pendici del monte Grappa, all’imboccatura del Canale del Brenta, la Valsugana ed è delimitato a Ovest dal fiume Brenta, che attraversa tutto il territorio comunale, mentre verso Sud il paese si affaccia sulla pianura. Come tutte le popolazioni della pianura veneta, anche la progenie degli abitanti di Pove risale all’epoca preromana, quando la nostra regione, soprattutto nelle zone pianeggianti, era abitata dai Veneti, una popolazione di origine illirica, che passarono senza ribellarsi nel II secolo a.C. sotto il dominio di Roma che concederà loro nel 49 a.C. la cittadinanza romana. Il più antico documento che nomina la “Villa di Pove” risale al 917 e ne attesta l’appartenenza alla Marca Trevigiana insieme col bassanese. Passando subito alla storia recente, nel corso del Secondo Conflitto Mondiale, Pove visse momenti drammatici, in particolare a partire dal settembre 1943, quando, in seguito ad alcuni rastrellamenti, molti giovani furono uccisi barbaramente e la popolazione dovette affrontare i rischi di continui bombardamenti. Pove del Grappa è famosa per i suoi scalpellini che, lavorando il marmo “biancone” delle pendici del Grappa e il “rosso” dell’Altopiano di Asiago, hanno realizzato sculture di alto valore artistico e arricchito molte chiese in Italia e all’estero. Ora Pove è diventata famosa per il suo olio extra vergine di oliva, ritenuto dai tecnici esperti il migliore in assoluto in Italia, assieme a quello del Garda. Un olio che deve le sue notevoli caratteristiche organolettiche, il suo inconfondibile profumo e le sua altissima qualità al clima (è il territorio più a nord in Italia dove cresca l’olivo), al terreno, al vento, alle piante di olivo “frantoio”, molte delle quali sono secolari e alla cura particolare che i povesi riservano a questa pianta particolare.


L’aria, pulita da una brezza continua, porta il profumo dei boschi. Tra le case, nei poderi, cresce e si sviluppa l’olivo: questa pianta antica e quasi magica, simbolo di tenacia e fede, ha trovato a Pove una culla climatica favorevole entro cui crescere e prosperare. L’olivo è importante nella tradizione locale: dal 1982 si svolge, la domenica delle Palme, una importante Mostra Mercato dell’olivo e prodotti derivati che attira operatori economici e cittadini forestieri. L’economia, in genere, ha ritrovato, con più moderne concezioni nella conduzione dei campi e nell’allevamento del bestiame, nella piccola e media industria, ma soprattutto nell’artigianato, nuovo impulso, portando benessere e frenando l’emigrazione. Molto sviluppato anche il terziario per la confinanza con il comune di Bassano del Grappa, con i suoi numerosissimi uffici e il nuovo ospedale con circa 800 posti letto. Purtroppo arti antiche, come quella dello “Scalpellino” che faceva dei maestri povesi i capostipiti di una scuola nota in tutto il mondo, sono quasi estinte. Rimangono a testimoniare questa arte circa 50 Capitelli votivi sparsi sul territorio comunale, nonché l’altare maggiore della chiesa parrocchiale risalente al 1700. Altre testimonianze di storia si possono trovare nell’antica Chiesetta di San Pietro (X Sec.) e in quella di S. Bartolomeo (antecedente al 1000) immersa nel verde dei cipressi lungo la riva sinistra del Brenta. La gastronomia locale offre pietanze delicate condite con il profumato olio extra vergine, ma anche cacciagione, arrosti profumati, prelibate carni ai ferri, la famosa polenta veneta, i formaggi delle malghe del monte Grappa e del monte Asolone, i salumi caserecci e le verdure degli orti povesi.

COMITATO FESTE QUINQUENNALI IN ONORE DEL DIVIN CROCIFISSO

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