SERRAVALLE DI CARDA

PASSIO

Come tradizione, dal 1979, ogni anno il venerdì di Pasqua, la Pro loco di Serravalle di Carda propone la rievocazione storico religiosa della Passione e Morte di Cristo lungo le vie del paese. La manifestazione, cui partecipano molti figuranti del paese, riscuote grande favore del pubblico. Grazie al costante lavoro della pro loco e di alcuni collaboratori ogni anno è possibile rinnovare le scenografie, rivisitare le sceneggiature ed i costumi. L’Ultima cena con la lavanda dei piedi, la preghiera nell’orto degli ulivi con la tentazione del diavolo, l’apparizione dell’angelo e la cattura di Gesù e la presentazione davanti a Caifa, si svolgono in piazza, mentre il processo di Pilato, la flagellazione, l’impiccagione di Giuda, la Via Crucis fino al monte della Crocifissione si possono seguire a piedi lungo le vie del paese che verranno animate da scene di vita quotidiana del tempo come il mercato, la locanda, il fornaio,il pastore con le pecorelle,ecc. La  Passio, a differenza delle altre manifestazioni di questo genere, è caratterizzato dalla scena della Crocifissione; particolarmente suggestiva perché il pubblico può seguire il dialogo di Gesù con Dio e con i ladroni e il canto di Maria ai piedi della croce. Commovente al punto di suscitare emozioni anche in chi lo segue da anni. Fedeli riproduzioni dei costumi dell’epoca, scenografie ben curate, musiche diffuse lungo il percorso, i giochi di luce della viva fiamma delle torce e una buona interpretazione sono il risultato di un lungo e attento lavoro.


Antico e piccolo borgo dell’entroterra marchigiano, posto a 750 m s.l.m, Serravalle di Carda è arroccato su una pendice del Monte Nerone da dove domina sul leggendario Corridoio Bizantino con invidiabile esposizione a mezzogiorno. Il paese si sviluppa attorno all’anno mille vicino alla vecchia parrocchiale. Papa Eugenio III nel 1145 la pone sotto la protezione diretta della Santa Sede, nel 1237 il paese è restituito al comune di Cagli per poi passare nelle mani degli Ubaldini della Carda, conti di Apecchio e quindi il borgo entra a far parte del Ducato di Urbino. Con la fine della famiglia Della Rovere e quindi la devoluzione del ducato al diretto controllo della Chiesa nel 1631, Serravalle di Carda grazie alla legazione Apostolica di Urbino e Pesaro diventa comunità autonoma e sede di capoluogo. Con l’unità d’Italia, nel 1861, il comune di Serravalle di Carda viene soppresso e accorpato a quello di Apecchio. Il borgo si trova a pochi chilometri da centri più grandi, di maggior interesse storico e artistico. Quasi a ridosso del confine con l’Umbria, a 11 km dal capoluogo Apecchio e rispettivamente 40,5 km da Urbino e circa 80 km da Pesaro. Dalla vetta del Monte Nerone, il sorgere del sole è spettacolo unico ed incantevole. Di lassù la vista spazia fino a vedere il grattacelo di Rimini e San Marino e nelle serate di limpido sereno, la costa Slava. La nostra zona è attraversata da una rete di sentieri ciascuno con particolarità floristiche e faunistiche. Tonificanti e belle escursioni a piedi o a cavallo per tutto il Nerone, alle sue grotte, ai ruderi del Castello della Carda, al mulino ad acqua, alla pineta della Serra di Acquapartita, al Rio Vitoschio e in tanti altri luoghi dove il tempo scorre con altro ritmo. Attualmente una delle principali attività economiche di questo antico borgo rurale è il turismo, si trova infatti sulla strada che giunge alla cima del monte Nerone e alle piste da sci mentre d’estate è il punto di partenza ideale per gli appassionati di trekking o delle escursioni a cavallo e mountain bike. Due sentieri sono di interesse nazionale ed europeo. Il primo è il Sentiero Italia che con i suoi 5000 Km collega Trieste alla Sicilia, passando per la Alpi e gli Appennini e quindi proprio da noi. Il secondo è il Sentiero Europa (E1) che si sviluppa per 6000 Km, che partendo da Capo Nord in Norvegia,attraversa,Svezia,Danimarca, Germania, Svizzera e l’Italia fino a Copo Passero. Esistono anche percorsi che danno la possibilità di affrontare arrampicate, escursioni in grotta e discese in forra con la guida di esperti. In inverno il paesaggio si tinge di bianco e il manto nevoso fa si che l’ambiente acquisti ancor più suggestività. Per gli appassionati di sci vengono aperti gli impianti di risalita e per coloro che amano lo svago, la tranquillità e la buona cucina, sono disponibili aree pic-nic o locali con piatti gustosi e ricchi del sapore dell’entroterra.L’ospitalità è garantita da numerose strutture alberghiere, agriturismi, country house e case vacanza a queste si aggiungono diversi e rinomati luoghi di ristoro dove poter gustare i piatti tipici dell’entroterra marchigiano, quali coratella d’agnello, tagliatelle ai porcini o agli spignoli, polenta alla carbonara e agnello alla brace o fritto in padella.


La Comunità di Serravalle di Carda aveva tutta una serie di tradizioni legate agli eventi stagionali e, soprattutto, alle forme di religiosità sorte e consolidatesi nei secoli. Con la fine della società agro-silvo-pastorale alcune di queste tradizioni sono andate a finire mentre le poche, ma significative rimaste sono ancora molto partecipate.

Luminamarzo

La bella iniziativa è organizzata in occasione della festa di S. Giuseppe, che cade il 19 marzo, e consiste nell’accensione di un grande falò in cui vengono distribuiti dolci e bevande, in modo particolare il tipico dolce di S. Giuseppe. Di fuochi oggi se ne fa uno solo, ma nel passato erano due, cioè a Serravalle alta e a Chi Pazzaglia, quale espressione di un’antica rivalità fra i due borghi, che si estendeva anche alle pratiche attinenti le forme popolari della religiosità. Oltre agli spari di gioia di qualche cacciatore, il finale era sempre il salto del fuoco da parte dei più coraggiosi. Naturalmente i fuochi venivano accesi anche negli altri borghi e così la valle del Fiumicello era tutta illuminata con l’emozione dei partecipanti e l’orgoglio per aver fatto il fuoco più grande.

Festa della Madonna del 24 settembre

La chiesa parrocchiale di Serravalle è dedicata a S. Maria Assunta, la cui festa cade, come è noto, il 15 agosto. Essa è festeggiata anche a Serravalle, ma in tono minore rispetto alla festa del 24 settembre. In tale data si ripeteva ogni anno un episodio che coinvolgeva a pieno tutta la comunità: parecchi uomini, soprattutto giovani, partivano per andare in Maremma, la maggior parte nella Maremma toscana, per i lunghi mesi dei lavori stagionali. Venivano impiegati nel taglio degli alberi, nel taglio delle traverse, per fare il carbone o per l’allevamento del bestiame. Di solito affrontavano il viaggio a piedi con il sacco sulle spalle contenente la poca roba loro necessaria ed impiegavano diversi giorni prima di arrivare alla meta. Gli operai di solito rientravano a Serravalle per Pasqua mentre quelli dell’agricoltura aspettavano la mietitura e, talvolta, anche la trebbiatura. Il 24 settembre si svolgeva la funzione religiosa con tanto di processione con le confraternite in testa e poi, con la benedizione della Vergine del Perpetuo Soccorso, partivano per la Maremma.Si trattava insomma di una specie di addio corale che la comunità di Serravalle organizzava per la partenza dei suoi figli, di una richiesta collettiva di protezione da parte della Madre di tutti, di uno struggente augurio di buon viaggio, di una specie di affidamento nelle mani di chi dall’alto vede e provvede. Questa festa religiosa, così drammaticamente sentita, partecipata e vissuta, è rimasta nella tradizione di Serravalle – anche se ormai nessuno parte più da oltre 50 anni per la Maremma – e così ogni anno il 24 settembre si ripete il rito dell’addio anche se lo scopo iniziale di tale festività religiosa locale, nelle coscienze dei giovani e giovanissimi, si è per forza perduto e resta solo nella memoria degli anziani. Insomma tale festività religiosa rappresenta la più importante manifestazione della comunità che, a richiesta, termina con una cena collettiva nel salone dell’ex-asilo, organizzata dai volontari della Pro-loco, per rafforzare la coesione sociale anche attraverso un gradito momento conviviale.

Nel passato possiamo ricordare altre festività, come quella del 6 gennaio (“la Paquella”) o come quella del 17 gennaio per la festa di S. Antonio, con la benedizione del fieno e del grano e la richiesta di buoni raccolti e salute per gli animali, amici di fatiche degli agricoltori. Fuochi venivano accesi anche per la festa della Madonna di Loreto, mentre a Pasqua ai bambini si donavano le “canestrelle” che contenevano un uovo benedetto. Di altre ancora potremmo parlare legate al fidanzamento, al matrimonio, alla transumanza, ma esse sono ormai finite tutte nel libro dei ricordi della Comunità di Serravalle di Carda.

PASSIO – SERRAVALLE DI CARDA (PESARO-URBINO)

Via Cagli s.n. fraz. Serravalle di Carda 61042 Apecchio (PU)
www.serravalledicarda.com email: serravalleproloco@yahoo.it