SORDEVOLO

Dal 1816, ogni cinque anni, da giugno a settembre, 600 Sordevolesi danno vita alla più importante manifestazione di arte popolare e religiosa la “Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo”. Il testo su cui si basa risale agli ultimi anni del quattrocento, opera elaborata in versi dal fiorentino Giuliano Dati, cappellano della Chiesa dei Santi Martiri in Trastevere a Roma. Il luogo della rappresentazione è un vasto spazio in cui è allestito uno scorcio della Gerusalemme dell’anno 33 ( la reggia di Erode, il Sinedrio, il Pretorio di Pilato, l’orto degli ulivi, il cenacolo, il monte Calvario) emulando l’iconografia dei pittori del Rinascimento. Ogni aspetto dello spettacolo è affrontato con le sole risorse umane e tecniche locali: la regia, la scuola di recitazione, l’allestimento delle scene, la confezione dei costumi e degli apparati…. Per la rappresentazione del 2005 è stata realizzata la copertura delle tribune, struttura armonicamente inserita nella natura del luogo, grazie alla quale 2400 persone possono assistere alla rappresentazione al riparo dalle intemperie climatiche. Lo spettacolo è un vero e proprio momento di comunione, di catarsi collettiva di tante espressioni dove le ideologie, le invidie ed i rancori per un anno si accantonano per un fine unico a cui tutti i Sordevolesi anelano, ossia il mantenere viva una tradizione secolare che ha dato al paese un risalto a livello Europeo. Meritevole di sottolineatura la regola che l’Associazione fin dal 1850 si è data e che si mantiene ancor oggi: “il ricavato netto delle rappresentazioni viene devoluto a favore di un’opera pia”. Italo Alighiero Chiusano a commento della Passione nel 1980 scriveva sul “Dramma”: “Venuti con un certo scetticismo a vedere una manifestazione popolare, conquistati poi infantilmente dalla bellezza e naturalezza dei movimenti di massa, dalla fedeltà e policromia dei costumi, dalla dignità delle scene austere, a questo punto non siamo più spettatori paganti, né studiosi di folclore, né patiti di teatro; siamo creature nude, soli con la nostra miseria, gli occhi rivolti alla viva ripetizione di un evento che ci sembra l’unica risposta accettabile al nostro interrogativo esistenziale. Un paese intero ha patito una grande esperienza e lo ha fatto con decoro, senza convulsioni orgiastiche, alla maniera schiva dei Biellesi. Si torna a casa coi propri dubbi e la propria tristezza, ma qualcosa è rimasto e il lungo appuntamento con la prossima volta diventa un impegno a verificare con una riprova, questa strana cosa che ci è stata messa dentro”. La comunità di Sordevolo, con rinnovato spirito di collaborazione ha iniziato la preparazione per la Passione dell’anno 2015: opera del popolo, essa tornerà a rivivere nel gesto, nel canto e nella parola quell’evento storico che sconvolse l’umanità e tutt’ora vive in Sordevolo.


Una linea verde, frastagliata, che si staglia netta contro lo sfondo del cielo, la linea inconfondibile delle “nostre” montagne, è l’immagine che da sempre accompagna il viaggiatore che arriva nel Biellese proveniente da sud. Una parte di Piemonte e d’Italia nella quale non si transita, non si capita per caso, ma nella quale si viene appositamente e nella quale si giunge per una scelta precisa. Una scelta dettata, nel corso di lunghi decenni, da motivi strettamente legati al lavoro e al commercio, spinti dalla ricerca delle produzione d’eccellenza che da secoli caratterizzano le attività industriali delle laboriose genti biellesi. Dalla Serra alla Valle Elvo, dalla conca di Oropa alle impervie pendici della Valle Cervo, dalla Panoramica Zegna e dall’omonima Oasi naturale giù sino alla” savana” della Baraggia ed al Ricetto di Candelo , si possono godere panorami incommensurabili in grado di soddisfare le richieste del turista più attento ed esigente. Sordevolo è un centro manifatturiero tessile, situato nella prima collina biellese, fra boschi e frutteti; fu nel medioevo feudo degli Avogadro. E’ attraversato dal torrente Elvo, lungo il quale si insidiarono in passato lanifici e fucine , che contribuirono allo sviluppo industriale del Biellese. Segnaliamo oltre alla chiesa Parrocchiale di S.Ambrogio risalente ai primi del cinquecento, l’antico oratorio di Santa Marta ove è stato realizzato li “Museo della Passione”. Nella frazione Robiola si può notare l’imponente Villa Cernigliaro, costruita a fine ottocento , luogo d’incontro di intellettuali piemontesi e italiani , tra i quali Franco Antonicelli, Benedetto Croce, Norberto Bobbio, Cesare Pavese, oggi è sede di mostre ed eventi culturali.


La tradizione storica ed economica ben si coglie visitando le cellule museali che fanno parte dell’Ecomuseo del Biellese dislocate in varie aree del territorio, ne esprimono la storia e la cultura variegata che ha dato impulso nell’Ottocento al grande sviluppo industriale tessile. Da un’economia contadina legata alla viticoltura ed al castagno ,detto “albero del pane” per l’importanza dei suoi frutti nell’alimentazione, alla produzione dell’olio di noci e dell’aceto di mele. La cultura materiale di questo lembo di territorio culmina naturalmente con i primi esempi di economia industriale, rappresentata dalla lavorazione del ferro e, naturalmente della lana. La valorizzazione della tradizione enogastronomia locale ha ridestato negli anni recenti l’attenzione sia dei produttori che dei ristoratori. Da non perdere la pulenta cunscia, preparata con farina macinata a pietra e condita con formaggio d’alpe e burro oppure le polente accompagnate da selvaggina, i risotti ed i formaggi bovini e caprini prodotti in diverse varianti accompagnati dai vini DOC biellesi. Numerosi sono gli appuntamenti di rilievo nel Biellese che, con una tradizione più o meno lunga, si sono affermati o sono cresciuti nel corso degli anni. In campo artistico e culturale occorre citare il Premio Internazionale Biella per l’Incisione e Arte e Centro promossa dalla Fondazione Michelangelo Pistoletto. Per gli amanti della musica la scelta è molto varia, dal Festival di Magnano, che propone concerti a lume di candela nella celebre chiesa romanica di S.Secondo al Festival Internazionale di Musica Antica “Budella Civitas” ed “Libra Festival” tenuto presso l’anfiteatro Giovanni Paolo II di Sordevolo ove va in scena anche ogni cinque anni la storica e famosa Passione di Cristo.

ASSOCIAZIONE TEATRO POPOLARE DI SORDEVOLO

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