TERRANOVA DI SIBARI

La Passione vivente rimane tutt’oggi, la più significativa manifestazione folk-sacra che Terranova da Sibari abbia creato negli ultimi 40 anni, e che si svolge durante la Settimana Santa ed in particolare il Venerdì Santo. nel 1970 la Manifestazione della Passione Vivente di Gesù,legata all’antica Processione dei Misteri del 1700, nasce per volere del Centro di Cultura Popolare per cedere il passo poi a partire dal 1978 ad oggi all’Associazione Culturale Gruppo Folk Sacro “Venerdì Santo” gia candidata come Patrimonio UNESCO.


Già conosciuta con il nome di Terranova del Vallo e poi di Terranova di Calabria Citra, secondo molti storici affonda le sue radici nella civiltà Magno-Greca. Fondata dai superstiti di Thurii, sarebbe stata distrutta in seguito alla guerra con Kroton.

L’attuale nome, assunto dopo l’Unità d’Italia grazie al R. Decreto n.1704 del 18 febbraio 1864[4], viene fatto derivare da quello delle due antiche città di Thurium e Sybaris, da cui Thurium Novum a Sibari (Terranova da Sibari). Richiama la vicenda che condusse, col sostegno di Pericle nel 444/43 a.C., alla fondazione di Thurii dai vincitori nella guerra civile sibarita.

Si ritiene che Terranova sia stata Sede arcivescovile e che abbia dato i natali a due futuri Papi, San Telesforo (famiglia originaria della Grecia) papa dal 125 al 136) e San Dionisio (che nacque a Thurio e fu pontefice dal 259 al 268). Tale notizia è arduo da dimostrare, in quanto non esistono documenti certi e l’affermazione è frutto di una diceria mai dimostrata.

Terranova da Sibari è conosciuta per il suo castello feudale (privato), mai restaurato, che conferisce una particolare importanza al centro storico. Nel castello di Terranova il 21 novembre 1478, colto da malore per aver mangiato funghi rivelatisi velenosi, morì Enrico d’Aragona, figlio spurio di Ferrante d’Aragona e marchese di Gerace, la cui fine fu cantata da Joanni Maurell.