TOLENTINO

La “Passione di Cristo alla Bura” ha una tradizione di oltre 40 anni. Iniziò alla fine degli anni Sessanta per opera del parroco Don Primo Minnoni e la sua ideazione ha almeno due aspetti innovativi: è una rappresentazione teatrale che va al di là della “via crucis” o della “processione figurata” intese in senso liturgico, una rappresentazione che rende gli spettatori contemporaneamente attori, ossia il popolo che accompagna Gesù al Calvario; inoltre la sua collocazione temporale nella sera della Domenica delle Palme, la Domenica di Passione, non è usuale e serve a predisporre l’animo, di credenti e non, a vivere più intensamente il significato della Settimana Santa. Dopo oltre dieci anni di interruzione, nel 2002, gli abitanti hanno voluto riprendere la Rappresentazione in ricordo del parroco Don Primo Minnoni, e nel 2005, costituendo l’Associazione hanno voluto intitolarla a lui. Formalmente l’Associazione annovera 20 iscritti, ma nella realtà la collaborazione attiva di persone va ben oltre questo numero; il grande ed intenso lavoro che c’è dietro la ricostruzione scenica della Passione è frutto di un impegno volontario degli abitanti. Negli anni l’evento è andato gradualmente crescendo ed ha comportato un numero sempre più elevato di impegni volti ad affrontare le molteplici difficoltà di carattere organizzativo, logistico ed economico. La rappresentazione, nella sua forma moderna, è stata arricchita da una serie di accorgimenti artistici e tecnici che hanno permesso alla manifestazione di accogliere un pubblico sempre più coinvolto ma con lo stesso spirito con cui l’aveva concepita Don Primo. L’intima partecipazione degli spettatori è catturata da un prodigioso connubio di elementi, sia naturali che ricostruiti, i quali fanno dell’evento artistico-religioso uno spettacolo di singolare unicità. La scena è la natura, il paesaggio collinare che degrada verso il mare attraverso una miriade di luci della Tolentino notturna lungo la valle del Chienti; alle spalle le cime dei Sibillini. Le luci, con l’allestimento di un gruppo di tecnici specializzati ed esperti della complessità della realizzazione, rafforzano la scena naturale producendo suggestivi effetti lungo tutto il percorso (1 km) e dando completezza all’impostazione della rappresentazione intesa come una sorta di palcoscenico itinerante in cui i figuranti-attori (oltre 150) danno anima alla narrazione. La diffusione audio durante l’intera rappresentazione è gestita dallo stesso service e governa altri due aspetti: la narrazione e le musiche. La prima, oltre alle parti affidate ad attori professionisti e principianti, è impreziosita dalla collaborazione del nostro concittadino, l’attore e regista di fama internazionale, Saverio Marconi. Le musiche, curate dal maestro Aldo Passarini, sono composte di brani, anche inediti, di elevato lirismo e si adattano in ogni sfumatura allo spirito della narrazione nonché all’animo dello spettatore. Un’attenta ricerca storica dei costumi è stata eseguita da Carla Accoramboni e la sua supervisione ha consentito alla “sartoria della contrada” di raggiungere eccellenti risultati. La proiezione di due filmati realizzati con gli stessi figuranti, uno iniziale e uno finale, si integra con il resto della rappresentazione a motivo di un voluto contrasto fra modernità e tradizione. Il primo filmato, relativo all’ultima cena, si ispira al dipinto di Leonardo da Vinci di cui riproduce la profondità prospettica, l’effetto cromatico e la disposizione dei personaggi; essendo stato girato negli ambienti della Basilica di S. Nicola, costituisce un legame con il territorio e un riconoscimento per gli Agostiniani che hanno collaborato in molti modi con l’Associazione. L’altro filmato relativo alla Resurrezione, all’incontro con gli Apostoli, all’incredulità di S. Tommaso, fu girato al Teatro Vaccaj. Esso conduce al significativo finale: Gesù invia gli apostoli a portare la luce nel mondo. Quanto concerne riprese, filmati e foto è affidato alla competenza di Fabio Palmieri. Ogni aspetto di tutto l’insieme viene coordinato dalla regia di Ada Borgiani che, con professionalità, creatività e dedizione, è entrata nello spirito della nostra tradizione promuovendo quell’intima partecipazione, e al tempo stesso emozione, che coinvolge ogni anno un sempre maggior numero di spettatori.


Tolentino è un comune di 20.372 abitanti della provincia di Macerata nelle Marche. Esso si trova in una posizione geografica territorialmente favorevole, ed ha sempre ospitato insediamenti abitativi, assumendo un ruolo storico, culturale ed economico importante come cerniera tra la costa e la zona montana: le prime testimonianze di vita nel territorio del comune risalgono al paleolitico inferiore per arrivare alla civiltà picena. La città di Tolentino si trova al centro della vallata del Chienti, a 60 km con l’innesto della Flaminia in direzione ovest (Roma) e a 40 km con l’innesto dell’Auto-strada Bologna-Taranto (A14). Per questo motivo e per una fitta rete viaria, fra cui la SS 77 e la superstrada parallela, rappresenta un nodo di un certo rilievo dal quale sono facilmente raggiungibili le località sciistiche dei monti Sibillini per il soggiorno montano e le località balneari della costa. Tralasciando la storia antica e medioevale, tra la fine del XIV e gli inizi del XVIII secolo Tolentino passa sotto il controllo dei Da Varano e poi degli Sforza, quindi entra nel dominio della Chiesa fino all’avvento di Napoleone. Nel 1797 viene stipulato il Trattato di Tolentino tra Napoleone Bonaparte e Pio VI con il quale la Chiesa deve accettare dure imposizioni economiche e territoriali. Nel 1815 si combatté nelle vicinanze della città la battaglia di Tolentino, tra Gioacchino Murat e l’esercito austriaco, da cui Murat uscì sconfitto, e Tolentino tornò territorio pontificio fino all’Unificazione d’Italia del 1861.Negli ultimi decenni del secolo scorso ha inizio per la città un decisivo decollo industriale, e le sorti di Tolentino si legano a quelle nazionali, dal primo conflitto mondiale all’avvento del fascismo, dalla seconda guerra mondiale al breve ma doloroso periodo della Resistenza, in cui la città paga un alto prezzo in vite umane e sacrifici; per questo Tolentino, tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, è stata insignita nel 1994 della Medaglia d’Argento.


Tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900 si ha la prima espansione industriale dovuta alla favorevole posizione geografica, alla facilità delle vie di comunicazione e alla presenza di acqua (fiume Chienti) che consentì la produzione di energia elettrica. L’8 settembre 1892 fu infatti inaugurato l’impianto di illuminazione pubblica; Tolentino fu la prima città nelle Marche e forse la seconda in Italia. Originariamente l’industria locale (a carattere artigianale e manifatturiero) era ancora fortemente legata all’agricoltura (tradizione mezzadrile); l’energia elettrica a disposizione favorì un processo di sviluppo lento ma continuo tanto che nel 1914 Tolentino fu definita «città industre», da parte di alcuni giornalisti milanesi venuti appositamente per un’inchiesta sul lavoro nella nostra città. L’attività industriale si sviluppò nel settore metallurgico, cartario, nelle concerie, nella lavorazione delle pelli e del cuoio fino ad arrivare a livelli di eccellenza quali “Nazareno Gabrielli”, “Poltrona Frau”, “Manifatture Malagrida” Tolentino è sede del Museo della Caricatura e dell’Umorismo, che promuove la Biennale dell’Umorismo nell’Arte, manifestazione internazionale a cui partecipano artisti e vignettisti satirici da tutto il mondo; è centro di grande interesse religioso ed artistico per la Basilica di San Nicola da Tolentino con annesso complesso monastico che racchiude numerose opere d’arte tra le quali riveste eccezionale importanza il “Cappellone”, che conserva il più vasto ciclo di affreschi delle marche, uno dei più importanti in Italia, attribuito alla scuola giottesco-riminese e per la vicina Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, fondata dai monaci cistercensi nel XII secolo.Vi sono anche un Museo Napoleonico e due importanti biblioteche, quella Filelfica e quella Egidiana. Tolentino possiede anche un pregevole teatro storico, sede della prestigiosa Compagnia della Rancia diretta dal regista Saverio Marconi: il Teatro Nicola Vaccaj, intitolato all’insigne musicista e compositore tolentinate.

LA PASSIONE DI CRISTO ALLA BURA

TOLENTINO (Macerata)
Tel. 0733968317 – 3383113765
www.lapassionedicristo.it – passionebura@gmail.com