Categoria: PERCORSO UNESCO

Le “Passioni di Cristo in Europa”, una  Rete per le Buone Pratiche di Salvaguardia I colloqui tra i portatori d’interesse per una “Prospettiva UNESCO”

Percorso di valorizzazione e promozione a cura di Europassione per l’Italia per il

 30° CONGRES INTERNATIONAL DES PASSIONS D’EUROPE

Loudéac , Bretagne 1-4  mai 2014

 

Continua, dopo gli incontri a Fagagna di Udine, a Palazzo dei Normanni a Palermo e a Palazzo dei Priori ad Assisi che hanno visto riuniti i sodalizi del Nord, del Sud e del centro Italia, il confronto tra i “portatori d’interesse” della Rete delle Passioni di Cristo in Europa, il network che collega gruppi italiani ed europei sulla base di un percorso di salvaguardia, promozione e valorizzazione delle Sacre rappresentazioni della Settimana Santa ancora oggi tra le più significative ed emozionanti forme di teatro religioso conosciuto.

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LA RETE DELLE PASSIONI DI CRISTO IN EUROPA PER UN PROGETTO DI SALVAGUARDIA CONDIVISO

Più di trenta anni fa nasceva, in Spagna, l’idea di un’associazione che unisse e coinvolgesse in un unico progetto di valorizzazione e promozione i moltissimi sodalizi che, da secoli, avevano creato, ricreato e trasmesso continuativamente nel tempo una delle espressioni più diffuse della cultura della tradizione d’Europa, le Passioni di Cristo, tra le manifestazioni più antiche e significative nel contesto delle forme di teatro religioso conosciuto e importante veicolo di socialità.

All’associazione – oggi Passio Domini in Europe con sede sociale a Ligny in Belgio- aderirono i sodalizi di Austria, Belgio, Cecoslovacchia, Croazia, Francia, Finlandia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Polonia Romania, Svizzera e Ungheria con l’obiettivo di far dialogare le comunità sulla base di un elemento condiviso della loro tradizione e di proporre il patrimonio culturale rappresentato dalle Passioni all’attenzione delle istituzioni politiche e culturali di ognuno dei Paesi aderenti, in funzione di un progetto di salvaguardia che garantisse la vitalità e la trasmissione delle secolari performances, fortemente identitarie, alle giovani generazioni.

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